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Il Testo Unico è legge

Il Testo Unico è legge

Con il via libera da parte della commissione Agricoltura, i 90 articoli sono finalmente una realtà
novembre 28, 2016

Ci sono voluti circa due anni, ma ”la promessa di approvare il provvedimento entro l’anno è stata mantenuta”. A sottolinearlo, con grande soddisfazione, sono stati sia il ministro Maurizio Martina che il viceministro Andrea Oliverio. ”Quello di oggi – ha detto Martina – è un risultato al quale abbiamo lavorato molto in questi mesi insieme al Parlamento. Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento che riassume tutta la normativa precedente. Un’operazione di semplificazione che era attesa da anni e che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori. Col Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi”.

La commissione Agricoltura di Montecitorio si è limitata a ratificare le modifiche al testo introdotte al Senato e relative ad una migliore definizione delle sanzioni in caso di contraffazione delle fascette delle bottiglie Docg e di molte Doc. Per accelerare i tempi ed evitare il passaggio in Aula che avrebbe comportato un ritardo fino a dopo il referendum, è stata decisa l’assegnazione in sede legislativa e questo ha consentito al testo unico sul vino di diventare legge.

Ecco alcuni dei contenuti del provvedimento

Con questo provvedimento, gradito anche alle associazioni di categoria, viene realizzata  una profonda opera di semplificazione burocratica per quanto attiene sia alla produzione che alla commercializzazione del vino ed anche al regime sanzionatorio. Il risultato auspicato è quello di poter avere maggiore certezza del diritto attraverso poche regole e chiare così da favorire la tutela e la crescita di un settore come quello vitivinicolo che rappresenta un’eccellenza dell’agroalimentare italiano.

Sul fronte dei controlli il testo unico prevede un registro unico (Ruci) in modo da evitare le inutili duplicazioni attualmente in essere. Dal punto di vista sanzionatorio viene introdotto il principio del ravvedimento operoso grazie al quale sarà possibile, con multe ridotte, sanare le irregolarità formali.

Infine con la nuova regolamentazione si cerca di salvaguardare i vigneti storici o con particolare valenza paesaggistica supportandone il ripristino e la tutela in particolare per quelli situati in aree a rischio di dissesto idrogeologico.