Blog

Vino, nel mercato russo a rischio 80% degli importatori stranieri

Vino, nel mercato russo a rischio 80% degli importatori stranieri

Il ministero delle Finanze ha deciso di abolire l'accisa ridotta per i vini stranieri
maggio 14, 2017

Si prevedono tempi duri per l’import vinicolo in Russia. Secondo il giornale russo Kommersant, il ministero delle Finanze ha intenzione di abolire l’agevolazione fiscale per chi importa vino nella Federazione. La conseguenza diretta dell’eliminazione dell’accisa ridotta per i “vini di origine protetta”, perciò, – sempre secondo il giornale -sarebbe l’abbandono del mercato russo da parte dell’80 percento degli importatori stranieri. 

La decisione del ministero russo sembra essere l’ultimo punto di una questione (quella sull’ accisa ridotta, appunto) che ha origini lontane. Una prima misura, infatti, era stata presa nell’aprile 2007, quando il Servizio Federale delle Dogane russe decise di considerare come vini naturali i vini di importazione semi-dolci e semi-secchi, ai quali perciò applicò un’accisa ridotta di 2,20 rubli al litro, al posto di 162 rubli (pari a 4,70 euro), previsti per i vini considerati “non naturali”. Questa prima soluzione, però, venne abolita poco dopo, perché aveva creato un conflitto tra autorità doganali, ministero delle  Finanze ed importatori russi sulla definizione di “vini naturali” e sulla conseguente scelta di quale accisa applicare.

Dopo varie discussioni, l’agognata agevolazione fiscale è entrata in vigore il primo gennaio 2016. Per i vini classici è pari a 5 rubli al litro ( 8 centesimi di euro), per gli spumanti invece 13 rubli al litro (21 centesimi); mentre l’accisa normale, per i prodotti di origine “non protetta”, è rispettivamente di 9 e 26 rubli al litro. Ora, però, la situazione sembra cambiare completamente.

Come ha spiegato il direttore del dipartimento di politica fiscale e doganale, Alexey Sazanov, l’agevolazione sarà applicata soltanto ai vini prodotti in Russia. ” E’ una questione di comprensione corretta del mercato da parte della legge e di interpretazione, da cui ne consegue che il vino con denominazione protetta può essere solo di produzione russa” ha specificato Sazanov. E’ un inevitabile duro colpo per i produttori e importatori stranieri (avvisati solo in maniera informale dalle autorità doganali russe), ai quali non converrà più rimanere nel mercato russo per via degli elevati costi fiscali e delle accise più care.

Cecilia Valentini