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Il vino fa male ai numeri

Il vino fa male ai numeri

Violenta reazione dei Winemakers e analisti russi ai dati dell’operatore fiscale “Taksk”.
settembre 30, 2018

Non è vero che i russi bevono vino russo. E non è vero che il bino “patriottico” ha superato il vino importato (secondo Taksk la quota di mercato del vino russo sarebbe del 52%, cresciuto di 9 punti in un solo anno). Ma “Taksk” conferma i dati desunti dai registratori di cassa e afferma anche che essi corrispondono a quelli in possesso di Rosstat.

Ma il capo del Centro per gli studi sui mercati federali e regionali dell’ alcol, Vadim Drobiz, ha contestato tutto: “Penso che sia un’assurdità. Ne sono persino sicuro. Statistiche molto strane”. Drobiz ha aggiunto che lo scorso anno le vendite di vino importato sono cresciute e i prezzi sono rimasti allo stesso livello livello. L’erroneità delle statistiche Taksk è stata sottolineata anche dal presidente dell’Unione dei Vignaioli e produttori di vino della Russia, Leonid Popovich. Tuttavia, ha ammesso che in Russia c’è stato un aumento della produttività e delle vendite di vino domestico.

La guerra dei numeri e le polemiche roventi che essa sta suscitando è da mettere in relazione con la grande aspettativa per l’introduzione imminente di misure protezioniste. A settembre, il Ministero dell’Agricoltura ha proposto di limitare l’acquisto di vini esteri per esigenze statali e comunali. Se i dati dimostrassero effettivamente quanto sostenuto da Taksk, tale proposta non avrebbe motivo di esistere.