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Vino, cresce domanda mondiale

Vino, cresce domanda mondiale

Nel primo trimestre (+8,8%). Import cinese e russo superano per la prima volta quello tedesco
settembre 5, 2017

Continua a crescere la domanda mondiale di vino con i 7 principali Paesi esportatori (che rappresentano oltre l’80% del mercato) che traguardano il primo semestre 2017 con un valore complessivo delle esportazioni pari a quasi 11 miliardi di euro.
L’aumento 2017 è dell’8,8% sullo stesso periodo 2016.

A dettare i ritmi di crescita della domanda mondiale è soprattutto la Francia (+13,3%) Il blocco europeo dei produttori storici mantiene i tre quarti delle vendite globali. L’Italia vince sul 2016 (+6,8%, stima Nomisma), ma la sua crescita è inferiore alla media degli altri Paesi (+8,8%) .

Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Paesi terzi a cura di Business Strategies comparano  le performance dei 7 top exporter mondiali nei top 8 mercati di importazione (Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Germania, Canada, Giappone, Svizzera e Russia). Ciò che emerge è la vivacità della domanda, non solo di quella orientale – che ha registrato quest’anno l’aggancio e il sorpasso cinese sui consumatori tedeschi (1,149 miliardi di euro nel semestre, contro 1,137 miliardi di euro di acquisti tedeschi) – ma anche degli Stati Uniti, primo importatore mondiale con una crescita del 10,2% a/a. In stagnazione invece le importazioni dai principali buyer europei (Germania -2,3%; Regno Unito -1%).

E proprio gli Stati Uniti rappresentano più degli altri le gioie e i dolori del prodotto enologico italiano, che si conferma in testa alle vendite ma che segna una crescita dimezzata (+5,4%) rispetto al trend import degli Usa (+10,2%). In particolare nei primi sei mesi in esame la Francia (che viaggia a velocità quadrupla rispetto al Belpaese) ha recuperato all’Italia quote per un valore di oltre 105 milioni di euro e ora tallona l’Italia a 36 milioni di euro di distanza (828,3 milioni di euro il risultato italiano tra gennaio e giugno, 792,2 quello francese). Sul fronte orientale, fa ben sperare il dato in Cina (+21%, contro una media del +7,9%) e Russia (+35,3%), mentre calano le vendite in Giappone (-5,3%) in attesa degli sviluppi dell’accordo commerciale con l’Ue.