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Il vino armeno sulla strada dell’export: +30%

Il vino armeno sulla strada dell’export: +30%

Il primo ministro dell'Armenia, Karen Karapetyan illustra i dati del collega Ministro dell’agricoltura: le vie del vino non sono finite
gennaio 30, 2018

L’esportazione di vino dall’Armenia registra un eccellente trend. Ma potrebbe crescere ancora di più se la madre di tutte le riforme, quella dell’agricoltura, imboccasse con maggiore decisione la via dell’efficienza e, prima ancora, della totale modernizzazione.

Diversamente dagli altri Paesi della Comunità economica eurasiatica, l’Armenia gode di un duplice status, l’appartenenza alla stessa Comunità e a quella dell’Ue. Inoltre gode di appartenenza alla zona di libero scambio con Iran. Stati Uniti, Canada, Giappone e Norvegia.

Una produzione agricola di qualità consentirebbe dunque all’Armenia un ruolo di protagonista in molti mercati, a differenza degli altri paesi eurasiatici. Il +30% rappresenta dunque un dato che va visto in controluce.
Il ministro dell’Agricoltura armeno Ignaty Arakelyan ha osservato che la quota di mercato del comparto vitivinicolo, pari al 15,9% del Pil del Paese, deve salire almeno fino al 21%.

L’agricoltura registra 338.000 occupati, pari al 33.6% del totale della popolazione lavorativa.

L’esportazione di prodotti agricoli dalla repubblica, nel 2017, è aumentata complessivamente del 21% (trainata dal vino) e le importazioni sono diminuite del del 17%.

I dati statistici forniti dal Primo ministro e relativi all’intero 2017, vedono in aumento del 21% la produzione di frutta e verdura.

Quanto al vino, nel 2016 l’Armenia ha prodotto 7 milioni di litri di vino ed è arrivata a quota 9 milioni nel 2017.