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Il rebus della pubblicità del vino: l’ultimo spiraglio di Lut

Il rebus della pubblicità del vino: l’ultimo spiraglio di Lut

Il ministero dell'Agricoltura della Federazione riconosce “la necessità di affrontare attentamente la questione della pubblicità dei vini”
febbraio 20, 2019

La possibilità di pubblicizzare un certo numero di vini deve essere trattata con molta cura, trattandosi di bevande alcoliche. Ma “deve essere fatta”. Questa la concessione massima messa sul piatto dal vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa, Oksana Lut alla vitivinicultura russa che chiede di rimuovere le limitazioni esistenti.

Secondo l’ attuale legge “sulla pubblicità” dei prodotti alcolici il divieto a “consigliare, informare e promuovere” i vini è applicato a tutti i veicoli di trasporto e a tutti gli edifici ( sia all’interno che all’esterno) ad eccezione dei luoghi interni in cui avvengono le somministrazioni e le vendite al dettaglio dei prodotti prodotti alcolici. Niente postazioni pubblicitarie, fisse o mobili che siano, sui tetti delle aziende agricole o sui vigneti. Per sostenere il nascente enoturismo e la produzione di qualità il Ministero ha più volte promesso la revisione della normativa esistente e affermato, in linea di principio, la disponibilità a liberalizzare l’informazione e la comunicazione sui terreni delle imprese agricole favorendo la nascita delle “rotte del vino “ in Russia.

Ma, appunto, la disponibilità non si è mai trasformata in realtà.

Poco prima dell’avvio di Fifa 2018 sembrava cosa fatta l’autorizzazione a pubblicizzare i luoghi di produzione delle indicazioni geografiche protette e a tal fine era stata stilata la classificazione dei territori in cui sarebbe divenuto legale pubblicizzare i vini.

I viticoltori sono tornati a reclamare l’attuazione del provvedimento a lungo richiesto ( e promesso). Oggi l’ultima dichiarazione del Ministero per bocca del vice ministro Lut che tuttavia riconoscee soltanto la necessita di affrontare “molto attentamente” la questione. Non è una chiusura. Ma è poca cosa per un settore che di comunicazione, informazione e promozione –per quanto responsabile-vive.