Blog

Ocm vino senza pace. L’internazionalizzazione può attendere

Ocm vino senza pace. L’internazionalizzazione può attendere

Graduatorie 2017-2018 approvate, ma Agea non ha firmato i contratti. Groviglio dopo groviglio, saltano i piani contenuti nei progetti. E un mare di varianti dovranno nuovamente passare al setaccio. Proibito il meccanismo del “silenzio-assenso”
febbraio 13, 2018

Approvate le graduatorie regionali e nazionali della campagna 2017-2018 sembrava tutto pronto per il via (con il solito, strutturale, ritardo). Ma i soldi sono fermi: 100 milioni di euro, di cui 70 gestiti dalle Regioni e 30 milioni di euro dal Ministero delle Politiche Agricole. Agea (l’ente di erogazione dei fondi comunitari in agricoltura, vigilata dal Mipaaf) non ha ancora firmato i contratti che consentono di utilizzare le risorse, e non sarebbe in grado di farlo neanche alla nuova scadenza, fissata per il 20 febbraio.

E’ probabile che si vada verso fine marzo, con la conseguenza che i beneficiari dei progetti si troveranno a dover concentrare la spesa prevista in meno azioni. I progetti, tuttavia, precedevano già le azioni a partire dal mese di marzo: queste dovranno nuovamente essere riproposte valutate. Il meccanismo di silenzio-assenso non è utilizzabile poiché una esplicita richiesta avanzata dal ministero all’avvocatura dello Stato ha ottenuto come risposta il divieto di ricorrere a tale procedura.

Rimodulare i piani, tuttavia, comporterà ulteriori ritardi. Le aziende e i consorzi che hanno dettagliato iniziative sui mercati esteri dovranno ricorrere alla contro-programmazione tenendo tuttavia ben presenti i calendari delle attività che i principali payer italiani hanno messo in calendario, a cominciare dal Vinitaly.

Alla base degli ulteriori ritardi, il fatto che alcune Regioni avrebbero consegnato solo a gennaio la graduatoria dei progetti finanziati, rispetto alla scadenza prevista per dicembre 2017. A questi si aggiungano i ritardi nei controlli svolti da Agencontrol: la quale, a sua volta, avrebbe rilevato  delle non conformità, in fase di controllo, nei progetti già approvati.

In questo periodo gli altri Paesi concorrenti sul piano vitivinicolo stanno mettendo a fuoco le azioni per il periodo 2018-2019.

Il disastro della gestione degli anni scorsi non ha insegnato nulla.