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No a promozione vino allo stesso soggetto, sullo stesso mercato e per lo stesso tipo di operazione

No a promozione vino allo stesso soggetto, sullo stesso mercato e per lo stesso tipo di operazione

Quello che era interpretato come mancato criterio di priorità, ora, diventa "divieto"
aprile 6, 2018

Oltre al caos italiano sul fronte Ocm Promozione, da Bruxelles arriva un’altra comunicazione, che potrebbe rivoluzionare tutte le iniziative (finanziate) di promozione del vino sui mercati esteri. La direzione agricoltura della Commissione Ue, a precisa domanda della Spagna sulla durata massima delle azioni di promozione in vista dell’applicazione del Programma Nazionale di Sostegno al Vino 2019-2023, ha risposto chiaramente che non solo la durata di un’azione massima è di tre anni, prorogabile fino ad altri due, ma anche che un soggetto che ha beneficiato di fondi per questo arco temporale, non può ripresentare domanda di contributo per lo stesso mercato e per lo stesso tipo di azione.

Alla luce di tale precisazione, se un soggetto ha ottenuto un finanziamento per partecipare ad una fiera in Paese terzo per 5 anni, non potrà ripresentare domanda per lo stesso tipo di azione di promozione nello stesso luogo. Dopo i parere espresso oggi, la riproposizione di iniziative che contraddicano tale indicazione diventa criterio di esclusione.

Per le cantine italiane e per i raggruppamenti di imprese più importanti, le conseguenze potrebbero essere ragguardevoli: negli ultimi anni hanno concentrato gli sforzi soprattutto in Usa, mercato straniero in assoluto più importante per l’Italia del vino, e in Cina, dove si lavora per crescere in maniera più decisa. E, a seguire, in Germania e Inghilterra. Quasi tutte le aziende italiane hanno preferito da sempre questi mercati ma oggi dovranno proseguire l strada senza finanziamenti. Oppure cambiare mercati.