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L’Italia del vino in Cina vale il 6% del mercato, ma potrebbe valere il 20%

L’Italia del vino in Cina vale il 6% del mercato, ma potrebbe valere il 20%

Lo sostiene James Suckling che, partendo da Montalcino e del Brunello, si propone come “Marco Polo” del vino italiano sulla “Via della Seta”
gennaio 24, 2018

Oggi il vino italiano pesa solo il 6% nel mercato cinese, ma nel giro di 5 anni la sua quota salirà al 20%. A dirlo il celebre critico James Suckling, firma storica a “Wine Spectator”, oggi attivissimo in Asia.

Suckling è stato il primo critico (tra i molti che hanno contribuito a far conoscere, apprezzare ed affermare il Brunello di Montalcino nel mondo, ed in particolare negli Stati Uniti, soprattutto nei suoi anni a “Wine Spectator”) a ricevere, in Italia, la “cittadinanza onoraria” dall’Amministrazione Comunale di un territorio blasonato del vino, come Montalcino), con l’appoggio del Consorzio del Brunello e dei produttori, presenti come in poche altre occasioni, alla consegna del riconoscimento. Un mercato, quello dell’Asia, che da anni è visto come “terra promessa” per il mercato del vino mondiale, ma dove il Belpaese, nonostante tanti investimenti e una buona crescita nel 2017 (+21% sul 2016, intorno ai 120 milioni di euro, secondo Coldiretti su dati Istat), per le cantine italiane, in generale, è ancora insoddisfacente.