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L’Asti secco alla conquista del mercato delle bollicine

L’Asti secco alla conquista del mercato delle bollicine

In anteprima ufficiale a Roma il debutto della nuova versione secca dell’ASTI Docg . Dal Moscato bianco, uno spumante dal profumo e dall’aroma inconfondibile
novembre 21, 2017

Non c’è due senza tre. Il  Consorzio per la tutela dell’Asti lancia l’Asti secco, una versione che si accompagna alla precedenti già sul mercato, Asti dolce e Moscato d’Asti.

Celebre in tutto il mondo per le sue bollicine dolci, lo sparkling wine sabaudo ha deciso di allargare il proprio raggio d’azione andando oltre il tradizionale brindisi per le feste con questa nuova tipologia che si adatta ad altri momenti di socializzazione.

Grazie al suo ridotto contenuto di zuccheri rispetto alla versione dolce, il nuovo Asti è uno spumante secco unico nel suo genere, ideale per il momento dell’aperitivo e a tutto pasto. E’ ottenuto esclusivamente dall’uva Moscato bianco coltivata nei 52 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo, dove i paesaggi vitivinicoli sono patrimonio dell’Umanità riconosciuti dall’Unesco.

“L’Asti Secco – commenta Romano Dogliotti, presidente del Consorzio dell’Asti Docg – completa la gamma della Denominazione, portando nel mondo degli spumanti secchi qualcosa che non c’era: il profumo e l’aroma inconfondibile del Moscato bianco. In altre parole, il grande albero del Moscato bianco di Canelli, che fa nascere l’ASTI spumante Dolce Docg e il Moscato d’Asti Docg, ora offre un frutto in più: l’Asti Secco Docg”.

La tecnica di spumantizzazione prevede particolari condizioni di fermentazione del mosto con lieviti selezionati. Il risultato è unico e sorprendente, con un quadro gustativo e olfattivo equilibrato e armonioso.

Parallelamente al lancio del nuovo prodotto, presentato in anteprima ufficiale a Roma, il Consorzio ha avviato infatti un progetto strategico per il riposizionamento di tutta la denominazione, in Italia e all’estero. Su questo versante, il mercato russo si conferma come uno dei più interessati all’Asti. A fine 2013 la Russia è diventata per l’Asti il primo mercato mondiale. Dopo la crisi che ha colpito la Russia, anche a seguito dell’embargo, c’è stata una ripresa nelle esportazioni, segno che la situazione sta migliorando.