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La regione di Rostov impianta altri 70 ettari di vigneto

La regione di Rostov impianta altri 70 ettari di vigneto

Alle porte del Caucaso la scommessa vitivinicola continua: Maly annuncia 70 ettari di nuova superficie vitata nel 2018
gennaio 22, 2018

Victor Maly, Capo del dipartimento per lo sviluppo delle industrie agricole del Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della regione, è sicuro che la strategia vinicola porterà la sua Regione a guadagnarsi il primato sul campo. Aggiunge 70 ettari di nuovi vigneti (ai 50 del 2016 e ai successivi 70 del 2017) per garantire ricambio e futuro al settore.

Oggi nella regione di Rostov sono impegnati in viticultura 20 nuovi produttori.

Maly spera che qualcuno venga anche dall’estero, sfruttando sovvenzioni e detrazioni fiscali che sulla carta appaiono (e sono) allettanti. Magari anche dall’Italia, che è stato il primo Paese a commerciare con la Regione: già nel 1247 negozianti genovesi esportavano dal porto di Tana al Mare d’Azov grano saraceno, frumento, pesce salato, caviale. Nel Quattrocento, negozianti veneziani portavano dalla regione del Don frumento, pane, pesce d’acqua dolce, cera. Il primo negoziante straniero che ha ricevuto diritto di commerciare a Taganrog fu un italiano, Savva di Ragusa, beniamino di Pietro il Grande.

Ma per ora italiani non ce ne sono nelle vigne, nonostante i rubli mesi sul piatto per l’acquisto dei macchinari agricoli (243 milioni di rubli) e per il sostegno diretto alla viticultura (28 milioni).

“Queste cifre non sono definitive, siamo pronti ad aumentarle” ha precisato Maly.

Dal 2015 nella regione di Rostov è operante un cluster di vinificazione territoriale denominato “Don Valley: alla firma dell’accordo il cluster comprendeva solo 7 imprese, le organizzazioni delle industrie scientifiche, bancarie e del turismo, i produttori di attrezzature, nonché l’unione di viticoltori e produttori di vino. Oggi le imprese direttamente impegnate nel progetto sono 17 e possono beneficiare anche di una rete commerciale proprietaria, la “Dona Valley Wines”.

Cecilia Valentini