Blog

La parabola discendente del Moldavian wine

La parabola discendente del Moldavian wine

Nell’ultimo anno ha guadagnato sul mercato russo due punti percentuali. Troppo poco per parlare di inversione di rotta
aprile 11, 2018

I tentativi di ritornare agli antichi splendori non mancano. Sugli scaffali delle enoteche e della grande distribuzione il vino moldavo è certamente tornato e gli sforzi comunicativi hanno riavvicinato i consumatori russi. Per capire di più e meglio l’andamento del vino moldavo nel mercato della Federazione abbiamo chiesto una interpretazione a Vadim Drobiz, direttore del Centro di ricerca dei mercati federali e regionali dei prodotti alcolici.

Questo il posizionamento, passato e presente. Nel 2000 il vino moldavo rappresentava il 67% dell’importazione totale di vino in Russia. Una quota talmente ragguardevole da sembrare inespugnabile. Tanto più che il consumatore russo trovava quel prodotto non solo “delizioso” ma anche di qualità.

Il 2000 può essere considerato l’anno dell’apogeo. Quel vino era il vino-simbolo. Godeva di appeal ed era considerato qualitativamente eccellente in Russia e in molti Paesi della regione eurasiatica. Al punto che non si capiva bene se il vino moldavo era una bandiera della Moldova o della Russia. A dire il vero la parabola sembrava non conoscere la curva discendente e nel 2001 la quota di mercato è salita ancora di 3 punti, arrivando al 70% delle importazioni totali.

Dal 2002 è iniziata la parabola discendente, veloce e repentina: 6 punti in meno nel corso di quell’anno (64%) per poi scendere al 51% nel 2005. Ogni quattro bottiglie di vino venduto, una era moldava. Ma la curva discendente si sarebbe manifestata di li a poco con una discesa brusca all’ 11% nel 2009 mitigata da una piccola ripresa nel 2010 (12%).

Sono seguiti 3 anni di relativa stabilità fino all’orribile 2014 che ha segnato la comparsa della stella moldava dagli scaffali della distribuzione: nel pieno boom del dialogo agro-alimentare con l’Ue la quota di mercato vinicolo della Moldova è precipitato all’1,5%. Da allora non ha superato il 3%, salvo registrare nei dati doganali del prossimo anno gli effetti dell’aggressività con cui sta cercando di rimontare lo svantaggio in questi primi mesi del 2018.

( A proposito di rimonta, una precisazione su Moldavia/Moldova: anche la Crusca non indica la voce corretta con cui appellare correttamente la Repubblica in lingua italiana: per secoli si è detto e scritto Moldavia. È stato in occasione dell’incontro di calcio a Chişinău, capitale moldava, tra la nazionale locale e quella italiana, il 5 ottobre 1996, che la questione toponomastica è balzata agli onori delle cronache: giornalisti e radiotelecronisti hanno infatti usato chi Moldavia e chi Moldova, parlando anche di calciatori ora moldavi ora moldavi. In data 6 ottobre 1996 “la Repubblica” annunciava in un sottotitolo “Battuta la modesta Moldova ” ripetendo la voce 18 volte nella cronaca a seguire. Al contrario, lo stesso giorno, il “Corriere della Sera” parlava di Moldavia. Da allora la questione è rimasta irrisolta).