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La Moldavia senza vigneti?

La Moldavia senza vigneti?

Nei vigneti moldavi sono fuori controllo le malattie fitoplasmatiche. Il danno è paragonato all'invasione della filossera in Europa alla fine dell’Ottocento
dicembre 22, 2017

Le imprese moldave hanno appena iniziato a produrre i vini a indicazione geografica protetta. Ma il problema del vino moldavo non sarà né la geopolitica né il marketing. Ad essere colpita è  infatti la materia prima: vigneti infestati. Dopo silenzi interessati e dissimulazioni interessate, la verità ora viene ammessa senza infingimenti in tutta la sua gravità.

Un passo indietro: la malattia è nota da almeno due anni. Nel gennaio 2015 il Ministero dell’agricoltura e l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare ha emesso un decreto con le misure per prevenire e controllare l’ingiallimento dorato.

Oggi  il capo del Laboratorio di virologia e controllo fitosanitario dell’istituto scientifico e pratico di orticoltura, viticoltura e di tecnologie alimentari, Viktor Bondarchuck, ammette che qualcosa proprio non va: nonostante il maggiore coinvolgimento nello studio e nello sviluppo di misure preventive, la situazione è peggiorata: le viti colpite sono quantificate in una forchetta che dal 30-40%. Ne soffre di più  la varietà Chardonnay perché avendo i tessuti più delicati si infetta più facilmente.

I produttori di uva sono da tempo preoccupati per lo stato dei vigneti  ed hanno sollecitato le agenzie governative a trovare contro-misure. All’inizio del 2017 è stato applicato sulla superficie vitata il FlaverDor che prevede la diagnostica e la prevenzione di prima istanza. Ma  il Ministero dell’agricoltura ha bisogno di armonizzare la legislazione con quella europea e trovare i finanziamenti per l’Istituto di controllo fitosanitario.

La settimana scorsa, il Moldova Competitiveness Project ha organizzato un forum con partecipazione di esperti provenienti da Canada, Italia e Francia, sulle migliori pratiche in materia di identificazione, prevenzione e controllo delle malattie da fitoplasmi. Durante il forum è stata adottata una risoluzione che  richiede l’adozione dell’esperienza dei Paesi in cui i vigneti hanno sperimentato il problema. In particolare della  Francia che ha conosciuto, in misura minore, lo stesso problema (20%). Ma la risposta non è stata gratificante: sradicare e bruciare e poi re-impiantare. (M.K.)