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La  guerra sui dazi la paga il vino?

La guerra sui dazi la paga il vino?

Nello scontro tra Unione Europea e Stati Uniti rischia di sparire per l'Italia il principale mercato agroalimentare di riferimento extra ue
marzo 11, 2018

La decisione del presidente statunitense di imporre tasse doganalidel 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio penalizza  i  paesi “grandi esportatori”, in particolare l’Italia.  La guerra commerciale con gli Stati Uniti metterebbe a rischio 40,5 miliardi di esportazioni Made in Italy che hanno raggiunto nel 2017 il record storico grazie ad un aumento del 9,8%  sul 2016.

Ma la perdita del  principale mercato di riferimento per il Made in Italy fuori dall’Unione Europea costringerebbe ad una revisione radicale delle politiche commerciali  connesse al made in Italy agro-alimentare.

Il primo  laboratorio di contro-strategie  sarà al Vinitaly , dove produttori e distributori si domanderanno come e dove -eventualmente- trovare nuovi mercati di sbocco.

Molte cantine sono interessate a rivisitare i propri budget 2018 prendendo in considerazione  altri mercati. Sono 12 i consorzi e i raggruppamenti che hanno puntato, ad esempio, sul mercato russo. Ma il loro numero potrebbe salire di molto se il presidente americano Trump non accogliesse la richiesta europea di esentare i paesi amici dalla imposizione delle nuove tasse doganali su acciaio e alluminio.