Blog

La doppia fatica del vino russo sul mercato interno

La doppia fatica del vino russo sul mercato interno

Marketing insufficiente, businessman esterofili e Georgia pigliatutto (con Moldavia sempre più presente)
aprile 5, 2018

Secondo gli analisti dello Skills Club “Praktika”, impegnati a Mosca nell’analisi dei marchi e dei vini rigorosamente russi, il potenziale di crescita del prodotto Made in Russia è buono. Ma è altrettanto elevato il saliscendi delle vendite dei nuovi vini russi mentre è troppo stabile e datato il marketing che accompagna il vino russo al punto vendita. Per la verità “Praktika” parla senza mezzi termini “mancanza di marketing di qualità” e di assenza di “giovani professionisti” nel business russo del vino.

Nel corso degli ultimi 10 anni sono apparsi nuovi protagonisti in due distinte ondate: la prima ondata è avvenuta nel 2006-2007 e la seconda -nel 2014, dopo l’ingresso della penisola di Crimea nella Federazione Russa. I cicli di investimento significativi sono avvenuti in corrispondenza determinando una parziale ma apprezzabile modernizzazione del settore viti-vinicolo che oggi si basa su una disponibilità effettiva di 80 mila ettari vitati. Il piano predisposto dal Ministero dell’Agricoltura ha come obiettivo l’innalzamento della superficie vitata a 120 mila ettari entro il 2025 ma non sarà questo obiettivo a smuovere la classifica mondiale dei produttori di vino che vede la Federazione Russa ferma al 19° posto.

La difficoltà del vino russo è imputabile principalmente a importatori e distributori che – dice Praktika – “hanno smesso di applicare un sovrapprezzo di tre volte sui vini stranieri” riducendo il margine competitivo della produzione interna. L’innalzamento della qualità nella produzione interna ha portato con se un inevitabile apprezzamento del vino russo (che sempre più è in grado di competere) fino al punto di renderlo equivalente poco distante dal valore del vino importato. Ma qui, afferma il Club, entra in gioco la dannata caratteristica mentale del consumatore che istintivamente privilegia prodotti e produttori di vino straniero. Inoltre i cittadini russi continuano a mantenere un “alto livello di lealtà” nei confronti dei marchi della produzione vinicola moldova e georgiana e la ripresa degli scambi con la Georgia ha determinato la ri-conquista del secondo posto nel mercato russo dell’importazioni di vino.