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Export vino, segnali di ripresa

Export vino, segnali di ripresa

Il Belpaese passa dalla undicesima posizione del 2015 alla settima
gennaio 12, 2017

Dopo il difficile periodo delineato dalle sanzioni, l’export agroalimentare italiano in Russia torna a dare segnali positivi. Nel periodo gennaio-settembre 2016, infatti, si nota che l’Italia è passata, in questo particolare settore, dalla undicesima posizione occupata nel 2015 alla settima.

In particolare se si leggono i dati relativi al valore delle esportazioni, nel 2015 e nel periodo 2016 preso in analisi, si evince come nel primo caso il valore si sia attestato a 637 milioni di euro (-35,2% rispetto al 2014), mentre nel secondo caso la somma sia stata pari al 446 milioni di euro (+6,2% rispetto allo stesso periodo 2015). La crescita della quota di mercato sale di 0,2 punti in percentuale passando dal 2,7% del 2015 al 2,9%.

L’Italia è al primo posto, in particolare, come esportatore di vino (108 milioni di euro tra gennaio e settembre 2016) e pasta (17 milioni di euro nello stesso periodo), che si confermano i prodotti principali dell’export made in Italy in Russia. L’Italia nell’esportazione di vino in Russia è seguita al secondo posto dalla Spagna (80 milioni di euro) e poi Francia (70 milioni di euro) , Georgia (33 milioni di euro) e Abcasia (23 milioni di euro) .
La variazione in percentuale del valore delle esportazioni di vino italiano del 2015 sul 2014 aveva registrato una perdita del -28,9%, mentre quest’anno nel gennaio-settembre 2016 rispetto allo stesso periodo 2015, la perdita è stata pari al -3,7%.
La pasta invece ha registrato una variazione del -33,5% nel periodo 2016 sull’anno precedente, mentre nel 2015 sul 2014 la variazione era del -47%

L’Italia si conferma al secondo posto per l’export di olio di oliva (17 milioni di euro nel periodo gennaio-settembre 2016). Le esportazioni del prodotto italiano nei primi nove mesi del 2016 ha segnato un +46,3%, recuperando così il segno negativo del 2015 sul 2014 (-37,9%).

Se si prosegue nella classifica dei prodotti agroalimentari, si nota che l’Italia occupa la terza posizione, tra i Paesi che esportano in Russia, per export di prodotti da forno (19 milioni di euro) e caffè (40 milioni di euro). I primi, nel gennaio-settembre 2016 rispetto allo stesso periodo 2015, hanno registrato una variazione in percentuale del valore delle esportazioni pari al -7,8%, contro il -29,9 del 2015 sul 2014. Il caffè invece ha registrato una variazione del valore pari al +18,3% nei primi nove mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo 2015, mentre nel 2015 sul 2014 il valore era del -8%.

Continua la perdita nella categoria “latte e derivati” che nel 2015 aveva perso il 92% sull’anno precedente e nel periodo 2016 in analisi ha continuato la discesa (-99,1%). Lieve ripresa invece per i prodotti ortofrutticoli freschi (dalla 94esima posizione alla 89esima) e per le carni fresche e lavorate (dalla 14esima alla decima). I primi avevano perso il 100% nel 2015 a causa delle sanzioni e del relativo embargo, mentre nel 2016 hanno registrato un +32,7%. Le carni invece avevano perso il -56,6% nel 2015 e lo scorso anno hanno recuperato l’8,4%, facendo così salire l’Italia fino alla decima posizione tra i Paesi esportatori di questo prodotto.

Cecilia Valentini