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Il distretto autonomo di Nenet leader in Russia per consumo pro capite di vino

Il distretto autonomo di Nenet leader in Russia per consumo pro capite di vino

La classifica dei consumi del Centro Studi federale dell’alcol
marzo 5, 2019

Quando il vento artico spazza la tundra e il termometro sfiora i meno 50, accanto al brodo di renna i Nenet bevono il vino.

Il loro cibo (crudo o bollito che sia) si sposa perfettamente.

I Nenet sono scampati al colonialismo, alla rivoluzione russa e allo stalinismo che li aveva costretti a vivere in kolkov e a pagare pesanti tasse in carne di renna. Hanno anche resistito allo sfruttamento sovietico di gas e petrolio. Forse dovranno misurarsi adesso con il peggior nemico di sempre, il surriscaldamento climatico e un mega progetto di estrazione di idrocarburi. Nel frattempo, duemila chilometri a nord-est di Mosca, il distretto strappa il primato del consumo di vino nella Federazione. Secondo l’analisi del  Centro studi del mercato federale dell’alcol, è in questo territorio che si beve di più. Lo studio, infatti, confronta tutti i dati di consumo pro-capite di vino nel mese di gennaio su tutto il territorio della Federazione a , a sorpresa, assegna il primato russo agli abitanti di questo distretto con un consumo pro-capite di 0,65 litri di vino.

Le grandi città vengono dopo: il secondo posto è occupato da San Pietroburgo con un consumo pro-capite di 0,5 litri e, a seguire, Mosca, con 0,4 litri (ma Mosca condivide il terzo posto con la Carelia, situata tra il Mar Bianco e la Finlandia, e la confinante regione di Murmansk: anch’esse a quota 0,4 litri).

La media nazionale pro- capite registrata nel mese di gennaio è di 0,2 litri per abitante.

Nessuna sorpresa per i dati da fondo-classifica: i consumi più bassi sono concentrati nelle repubbliche del Caucaso settentrionale: Cecenia, Daghestan, Cabardino-Balcaria, Inguscezia e Ossezia settentrionale, contrassegnate dalla storica cultura islamica; qui, nel primo mese 2019, solo 20 millilitri pro capite.