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Dazi Cina, opportunità e rischi

Dazi Cina, opportunità e rischi

Il vino italiano potrebbe avvantaggiarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina
aprile 4, 2018

Le esportazioni vinicole italiane verso la Cina hanno raggiunto il massimo storico (dati 2017): 130 milioni di euro, con un aumento del 29% sul 2016.

L’entrata in vigore dei superdazi cinesi nei confronti di 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra i quali anche il vino , per un totale di 3 miliardi di dollari, in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Donald Trump su acciaio e alluminio, cambia lo scenario della domanda e crea nuove opportunità. Certamente i mercati non possono essere affrontati sulla scorta di improvvise accelerazione o divieti. Né peraltro le cantine possono intraprendere iniziative di internazionalizzazione in mercati complessi dalla sera alla mattina. Ma, almeno sulla carta, un riflessione va fatta.

Gli Stati Uniti  hanno esportato vino in Cina per un valore di 70 milioni di euro in aumento del 33% nel 2017 e si collocano al sesto posto nella lista dei maggiori fornitori, immediatamente dietro all’Italia.

L’estendersi della guerra dei dazi tra i due giganti dell’economia mondiale ai prodotti agroalimentari apre scenari inediti e preoccupanti nel commercio mondiale . con il rischio di anomali afflussi di prodotti sul mercato comunitario che potrebbero deprimere le quotazioni.

Di contro, la stessa guerra apre dei varchi di ingresso nuovi.

Ai nastri di partenza i vini francesi hanno migliori posizionamento e migliore organizzazione. Non è detto, quindi, che sia proprio l’Italia a trovare il miglior vantaggio nella lite in corso.