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Crolla la produzione di vino. Al minimo storico

Crolla la produzione di vino. Al minimo storico

La produzione di vino in Russia è scesa al  minimo. Da 10 anni mai così bassa. Il “patriottismo viniicolo” non ha i piedi sull’acceleratore
gennaio 22, 2018

La produzione di vino in Russia perde colpi, secondo i dati del Servizio statale federale di statistica (Rosstat). L’anno scorso sono stati imbottigliati 31.97 milioni di litri di vino, il 13,4% in meno rispetto al 2016. E questa è la cifra più bassa dell’ultimo decennio, ha confermato Leonid Popovich, presidente  dell’Unione dei vignaioli e viticoltori.

Il minimo precedente (32,2 milioni) era stato registrato  nel 2014, scendendo di 3,8 milioni al di sotto della forchetta che da sempre caratterizza la capacità produttiva russa: 36-54 milioni di litri.

I vini da tavola nel 2017 hanno rappresentato il 71,4%  del vino totale prodotto in Russia.

Il ministero dell’Agricoltura attribuisce la responsabilità al pessimo autunno che ha decimato i raccolti nei vigneti, preceduto da un’estate fredda e piovosa. Le regioni di Kuban e Rostv non hanno pertanto centrato l’obiettivo. Ma non tutti gli esperti scomodano la meteorologia avversa.

Artem Zuev, investor nella cantina “Golden Beam”, punta il dito in direzione del Ministero dell’Agricoltura: “la stabilizzazione dei tassi di cambio ha reso convenienti le importazioni a basso costo (500 rubli), escludendo praticamente dagli scaffali i produttori nazionali”. Versione confermata  anche da Pavel Titov (Abrau-Durso): “L’attuale approccio delle autorità russe per l’industria  non consente i produttori nazionali di competere con le importazioni a basso costo”.

Alexander Stavtsev, Editor di  Wineretail leader del  progetto “vino russo” sostiene addirittura che il primo imputato del minimo storico va cercato nella parola “qualità”, vocabolo assente nel dizionario dei produttori “patriottici”.

Gli ultimi tre anni, il volume fisico di fornitura di vini stranieri (compresi i vini spumanti) in Russia è stabile intorno ai 41 milioni di decalitri.

Nell’autunno del 2016, il Ministero dell’Agricoltura ha presentato un Progetto per lo sviluppo della viticoltura e della vinificazione in Russia per i prossimi dieci anni. Secondo il documento, nella prima fase (fino al 2020), gli sforzi principali saranno concentrati sull’aggiornamento della base materiale e tecnica e sulla creazione di un clima favorevole agli investimenti. Per il 2021-2025 il Progetto, ancora più ambizioso, prevede “l’avvio di una esportazione aggressiva del vino russo, in primis verso la Cina”. Il progetto fissa anche l’ammontare dei finanziamenti federali suddivisi in tre scenari: pessimistici, normali e ottimali, che costerebbe  rispettivamente al Bilancio federale 21,4 miliardi, 49,3 miliardi e 84,6 miliardi di rubli. Il Progetto non è ancora stato esaminato dal Governo.