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Commercio degli alcolici in Russia, rivoluzione nel mondo delle licenze

Commercio degli alcolici in Russia, rivoluzione nel mondo delle licenze

Il ministero dell’Industria russo vuole facilitare il commercio di alcol nel territorio della Federazione. Per fare ciò sta sviluppando progetti di modifica alla regolamentazione fiscale  sul commercio di alcool che puntano a ridurre il costo delle
febbraio 23, 2016

Il ministero dell’Industria russo vuole facilitare il commercio di alcol nel territorio della Federazione. Per fare ciò sta sviluppando progetti di modifica alla regolamentazione fiscale  sul commercio di alcool che puntano a ridurre il costo delle licenze, favorendo di fatto l’attività dei piccoli negozi rispetto alle grandi catene.

Licenze: come sono oggi 

Al giorno d’oggi i distributori e i ristoratori possono acquisire la licenza di vendita di alcool per circa 65mila rubli all’anno (785 euro al cambio attuale), indipendentemente dal numero di punti vendita e dalla propria posizione geografica. L’unico costo aggiuntivo dovrà essere affrontato nel caso n cui si voglia registrare un’ulteriore attività sotto la medesima licenza, operazione che chiama in causa l’aggiornamento dei database dalle autorità competenti. In questo caso il costo è di 3500 rubli (circa 42 euro al cambio attuale). Sia che l’attività di vendita alcolici si trovi sulla Piazza Rossa o sia in una remota landa della Siberia, l’importo annuale da pagare sarà ad oggi sempre lo stesso. E per ottenere la licenza basta presentare regolare richiesta all’ufficio competente, che dopo 30 giorni dall’invio della documentazione approverà o meno l’autorizzazione, con un periodo di validità di 5 anni. Con la nuova proposta di modifica ai regolamenti fiscali, si cerca invece di incentivare la libera concorrenza favorendo le piccole imprese rispetto ai grandi colossi della distribuzione, tenendo anche in considerazione il tasso demografico dove ci si trova ad operare. In poche parole, la posizione geografica. E qui spuntano le novità.

“Sconti” per le attività disposte in zone poco abitate

Con le nuove norme proposte, prima di tutto verrebbero rimodulati i prezzi delle licenze tenendo in considerazione la posizione geografica e la zona dove si trovano ad operare: nel caso degli insediamenti rurali, il costo della licenza non supererebbe i 20mila rubli, per salire fino a 30mila rubli nel caso di attività in città che non superano i 200mila abitanti, per concludere con i 50mila rubli dovuti nel caso si operi in città con una popolazione superiore ai 200mila abitanti.
L’abbassamento dei costi interesserà dunque tutto il territorio federale e tutte le località.

Ciò che cambia è però la possibilità, come oggi accade, di mantenere più attività di vendita di alcolici sotto un’unica licenza. La proposta di legge, infatti, obbligherebbe l’utilizzo di una sola licenza per ogni attività in funzione. Una novità che, nel caso della grande distribuzione e dei centri commerciali, non avrebbe un’impatto significativo, visto che già oggi i grandi operatori sono abituati a possedere una licenza per ogni punto vendita, così da poter aprire e chiudere i negozi senza troppe obbligazioni. Nel caso delle piccole imprese con più punti vendita, invece, significherebbe munirsi di più licenze in base al numero di attività commerciali che si sono aperte. E quindi un aumento sostanziale dei costi.

Poco impatto per le grandi catene, più difficile per le piccole imprese

Secondo gli esperti, molte grandi catene preferiscono acquistare singolarmente le licenze per la vendita di alcolici per ogni negozio, per evitare di bloccare l’intera attività commerciale in caso vi fossero problemi con una singola licenza. Ne è un esempio l’indagine recentemente pubblicata dal quotidiano russo Vedomosti, secondo cui ad oggi a Mosca molte catene hanno un alto numero di licenze proporzionato (quasi sempre) al numero di negozi, come nel caso della catena “Dixie” (272 licenze per 313 negozi), “Magnet” (205 licenze per 222 negozi), “Cafè Chocolate” (48 licenze per 121 negozi), e la catena di vendita al dettaglio di alcolici “Norma” (con 31 licenze per 50 negozi). Più difficile sarà invece la condizione per le piccole realtà che magari hanno più negozi “appoggiati” alla stessa licenza. È pur vero però che con gli sconti previsti, un’attività commerciale con tre negozi che risiede in una zona rurale, pagherà comunque meno di quanto pagava prima (65mila rubli oggi contro i 60 mila previsti dalla proposta di legge, equivalenti alla somma di tre licenze dal valore di 20 mila rubli).

Perché la proposta potrebbe rivoluzionare il mercato dell’alcol

Secondo il Centro di Ricerca federale e regionale sui mercati dell’alcool, le vendite di alcolici nei grandi supermercati equivalgono al 12% di tutti i prodotti venduti, mentre nei piccoli negozi la percentuale sale addirittura al 40%. Bastano questi dati per capire la portata di questa nuova proposta di legge, che punta davvero a rivoluzionare il settore. Tuttavia la proposta per ridurre i prezzi delle licenze per i prodotti alcolici, che deve essere ancora approvata, dovrà tenere in considerazione anche i dazi variabili tra le varie località, come sottolineato da Vadim Prasovdal, vice presidente della Federazione dei Ristoratori e Albergatori russi.