Blog

Cina o non Cina nell’export del vino?

Gli esperti dicono di puntare sul gigante asiatico, invece io credo che la Cina sia un mercato adatto solo a cantine molto grandi oppure molto prestigiose…

L'articolo Cina o non Cina nell’export del vino? sembra essere il primo su Cinelli Colombini.

giugno 8, 2016

Gli esperti dicono di puntare sul gigante asiatico, invece io credo che la Cina sia un mercato adatto solo a cantine molto grandi oppure molto prestigiose

Export di vino in Cina

Export di vino in Cina

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Vorrei iniziare raccontandovi due episodi. Un paio d’anni fa quello che era allora il nostro importatore in Cina venne a farmi visita con due assistenti. Durante la degustazione notai che lui guardava assiduamente il telefonino. <<Controlla la borsa>> pensai, ma curiosa come sempre, feci finta di servire l’acqua e girai intorno al tavolo arrivando alle sue spalle. Guardava un film pornografico. Qualche mese dopo la moglie molto ricca, che finanziava la sua ditta, chiese il divorzio e la compagnia di importazione chiuse i battenti. Evidentemente alla signora, i filmini a luci rosse, non piacevano.

Vinexpo-

Vinexpo

Il secondo episodio riguarda Romano Prodi che negli scorsi anni ha dedicato molto tempo e molti viaggi allo studio della Cina. Durante un affollatissimo convegno ad Arezzo spiegò le possibilità di business con il gigante asiatico concludendo con questa frase << negli affari con i cinesi non dovete chiedervi se prenderete una batosta ma “quando” prenderete una batosta>> . In pratica i cinesi sono abilissimi e hanno codici di comportamento diversi dai nostri per cui, alla fine, noi finiamo nei guai.

Vino e Cina

Vino e Cina

Tornando al nostro argomento, ritengo che il mercato cinese del vino sia adatto a due tipologie di cantine quelle enormi che sfornano milioni di bottiglie sotto un Euro l’una e quelle, come Ornellaia o Sassicaia, che producono bottiglie capaci di svettare nelle aste di Sotheby e Christie, dove i miliardari si riforniscono di vini da conservare in cantine che sembrano i caveau dove le banche tengono i lingotti d’oro.
Per le cantine come la mia, che producono piccole quantità di bottiglie eccellenti capaci di ottenere altissimi punteggi dalla stampa internazionale ma non di brillare in cima alla piramide del lusso, l’export in Cina somiglia a una corsa a ostacoli; trovi un importatore vai avanti un paio d’anni e poi sparisce. Una situazione troppo instabile per chi produce vini da grande invecchiamento che richiedono anche sei anni prima di essere venduti, come un Brunello riserva!

Ornellaia cinese

Ornellaia cinese

Poi c’è il problema dei falsi. L’ottimo Ministro Martina ha siglato un accordo con Jack Ma proprietario di Alibaba colosso dell’e-commerce, proprio per contrastare la contraffazione. Infatti una bella fetta delle vendite di vino in Cina viaggia on-line e non sempre è garantita. Più il vino è caro e più alto è il rischio della falsificazione esattamente come avviene per le borse, gli orologi ….
Tuttavia è innegabile che l’uso del vino stia entrando nello stile di vita cinese, ce lo dicono le statistiche che pongono la tigre asiatica al 5° posto nel mondo con 15.8 milioni di ettolitri consumati in un anno e l’indagine sui millennials wine lovers. Quelli con con gli occhi a mandorla sono più ricchi dei colleghi statunitensi e scelgono in base al brand. Va tuttavia ricordato che solo il 12% dei millennials cinesi ha bevuto vino negli ultimi 12 mesi, contro il 62% dei coetanei americani. In Cina, dunque , il nettare di Bacco è ancora qualcosa di elitario e riservato a chi ha soldi e molte occasioni sociali.

China Import and Export Fair

China Import and Export Fair

Persino i deliziosi libri gialli di Qiu Xiaolong,che narrano le gesta dl l’ispettore capo Chen Cao vicesegretario di partito al dipartimento di polizia di Shanghai, detective instancabile, gourmand sopraffino e poeta raffinato, citano spesso il vino al pari dei the più rari. Insomma i calici di vino, soprattutto rosso, sono consumati sempre più frequentemente.
Esiste quindi in Cina, un mercato in rapida crescita, ma rimane il problema della fragilità delle compagnie di importazione e la loro mancanza di progettazione a lungo termine. Circostanze queste che rendono assai difficile, soprattutto per le cantine medie e piccole, vedere nella Cina uno sbocco commerciale duraturo mentre sembra il Paese più adatto alle vendite spot.

L’articolo Cina o non Cina nell’export del vino? sembra essere il primo su Cinelli Colombini.

By: http://www.cinellicolombini.it