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Chianti candidato a Patrimonio Unesco

Chianti candidato a Patrimonio Unesco

Cerimonia a Firenze per i 300 anni del Gallo nero
settembre 26, 2016

Il Chianti Classico ha compiuto 300 anni e si candida a patrimonio dell’Unesco. “Siamo pronti a lavorare per la candidatura del Chianti a Patrimonio dell’Unesco“, ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, in un videomessaggio durante la cerimonia in Palazzo Vecchio, “Il futuro del Chianti Classico”.

Alla manifestazione, oltre al ministro dell’Agricoltura, hanno partecipato il premier Renzi e i presidenti dei quattro consorzi toscani: Sergio Zingarelli (Chianti classico), Federico Giuntini (Chianti Rufina), Fabrizio Patresi (Carmignano) e Luca Sanjust (Valdarno di sopra).

Il presidente del Consiglio italiano ha dichiarato che “l’obiettivo per l’export del vino, entro il 2020, incrementerà da 5,5 a 7,5 miliardi di euro. La qualità del nostro vino è almeno pari, ma io dico migliore dei nostri cugini francesi. Rispetto a loro noi non abbiamo saputo far squadra negli ultimi 20-30 anni. Non abbiamo fatto ciò che loro hanno fatto con grande visione e strategia. Ora dobbiamo fare di più e meglio”.

“Siamo pronti a lavorare per la candidatura del Chianti a Patrimonio dell’Unesco”, ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, in un videomessaggio -. Credo che sia un atto doveroso che possiamo fare insieme per rappresentare al massimo livello, una storia di eccellenza come quella del Chianti. Prendersi questo impegno per celebrare i 300 anni di questa esperienza è una scommessa sul futuro che dobbiamo vincere insieme”.

“Abbiamo coniato lo slogan ‘300 anni e nemmeno una penna bianca – ha ricordato Sergio Zingarelli – riferendoci al simbolo del Gallo nero che contraddistingue il consorzio del Chianti classico da quando nacque nel 1924. Ci sentiamo ancora molto giovani e molto propositivi. Per questo negli ultimi anni abbiamo portato modifiche importanti al nostro disciplinare e introducendo una nuova categoria al vertice del Chianti classico: la Gran selezione, che sta andando molto bene sui mercati. Il Gallo nero diventa così sempre più un elemento di differenziazione rispetto agli altri territori italiani. E non ci fermiamo qui – ha continuato il presidente del consorzio Chianti Classico – e oggi presenteremo ufficialmente anche la candidatura del nostro territorio a patrimonio Unesco dell’umanità, e la costituzione di un distretto rurale del Chianti“.